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INTESA, UNICREDIT e Banche estere
22/2/2009 INTESA e UNICREDITArticolo che è stato stampato con errori su LiberoMercato del 21febb09 e qui ripubblicato nella versione originale Il settore bancario italiano ed internazionale continua a rimanere nell’occhio del ciclone, con i valori azionari che vengono regolarmente falcidiati da ribassi del -5/8 % al giorno: si sta realizzando quanto era stato previsto ed indicato a piu’ riprese, da tempo, proprio da queste pagine. In queste ore i media fanno a gara per “trovare motivazioni a giustificazioni” per tali ribassi che hanno preso alla sprovvista quasi tutti ma non chi ha avuto modo di leggere questa nostra rubrica che si basa su dati matematici e non sui “se” ed i “ma” o sui presunti “rumors”. Ricordiamo ancora come tanti colleghi analisti (e l’opinione pubblica in generale) avessero accolto con “tappeti rossi” e “squilli di tromba” l’investimento/acquisizione di Bank of Austria da parte di Unicredit: allora fu salutata da tutti come l’apertura verso est di uno dei piu’ importanti e meglio “guidati” Istituti Bancari italiani. Ed ora??? La memoria è davvero corta, se quegli stessi ora indicano in quell’operazione l’inizio della fine di Unicredit. Dirlo ORA e non allora fa una grande differenza. Significa che ALLORA non vi è stata vera analisi, né capacità di valutazione successiva. Il crollo finanziario di molti paesi dell’Europa orientale era prevedibile, non sussistendo basi (né economiche, né finanziarie, né sociali)… era solo questione di tempo. Mentre le banche statunitensi si sono trovate a fronteggiare il problema dei subprime, le banche europee di Svezia, Grecia, Italia, Belgio ed Austria hanno aperto troppo i rubinetti del credito ai Paesi dell’Europa dell’Est, Spagna e Portogallo sono invischiati con l’America Latina mentre la Gran Bretagna ha puntato sui Paesi emergenti. E su tutto pesa l’assenza di una strategia unitaria europea. Ricordo che, tra le italiane, dipendono dall’europa orientale soprattutto Unicredit (Bank of Austria, Ukrsobank…) ed Intesa. L’analisi tecnica rileva come il titolo UNICREDITO sia tuttora inserito in un canale ribassista che ha top in area 1.40/1.60E e base a 0.80E. La tendenza ribassista con obiettivi posti sotto quota 1.60E era stata ben preavvisata, cosi come il rischio di procedere con ulteriori cedimenti sotto quota 1.00E. L’assenza di storni rialzisti evidenzia la potenza del trend ribassista di fondo che individua, quale prossimo obiettivo, appunto l’area 0.82/0.78 ma con successivo target in area 0.65/0.55E. Rimbalzi rialzisti a 1.20/1.30 sono da inquadrarsi come normali storni tecnici. La resistenza settimanale a 1.50E mantiene intatta la spinta ribassista per il raggiungimento dei suddetti obiettivi. Anche per il titolo INTESA la spinta ribassista è ben lungi dall’essersi attenuata. Il cedimento del supporto a 2.10E ha riavviato il movimento maggiore che ha quale prossimo target l’area 1.85/1.75 ma con obiettivi normali, ottimali, che si pongono su quote inferiori. Eventuali reazioni rialziste si potranno originare dalla base del canale con obiettivi a 2.10/2.30E ma la resistenza settimanale a 2.50E è il livello che continuerà a mantenere i prezzi sotto pressione ribassista. A cura di Daniela Turri Analista Tecnico Indipendente www.fib30online.it UBS BANKNell’eurozona, Germania ed Austria sono i Paesi maggiormente esposti al rischio “default” dell’Est Europa. La preoccupazione sta aumentando in queste ore, viste le cifre (si parla di 1200miliardi di euro) coinvolte. Tra le banche austriache vi sono in prima fila Reiffeisen ed Erste Bank mentre – come già detto – per l’Italia abbiamo Unicredit: da soli questi istituti detengono piu dell’80% del montante crediti coinvolto da tale rischio. Mentre si assiste a questo “domino” finanziario, anche l’URSS, con il crollo del prezzo del petrolio, non riesce più a sostenere il rublo ed a coprire le proprie necessità finanziarie e l’Ucraina (con il crollo del prezzo dell’acciaio) è un altro Paese in grave crisi. Osservando il grafico dei valori azionario dell’austriaca ERSTE BANK si nota come sino a ott08 i prezzi si attestassero sui 40E mentre oggi, a distanza di soli 4 mesi, le quotazioni si attestano sui 7.25E dopo aver raggiunto minimi recentemente a 6.85E (-83% nel periodo ott08/genn09). La prima resistenza settimanale di una certa valenza transita a 18E e mantiene in essere la pressione ribassista per il raggiungimento di obiettivi che si collocano su quote inferiori ai 6.50E. Rimbalzi rialzisti in area 8.10/8.60E rientrano nella norma. LLOYD BANKINGTra gli Istituti Bancari europei sotto pressione, merita particolare attenzione il gruppo bancario britannico LLOYDS BANKING GROUP (nulla a che vedere con il gruppo assicurativo Lloyds), nato dalla fusione tra Lloyds TSB e la disastrata HBOS e che si trova nuovamente sotto pressione a Londra. Giova ricordare come HBOS abbia accumulato perdite nel 2008 per circa 10 miliardi di sterline (11,2 miliardi di euro) dovuta soprattutto ad asset tossici, mentre per la Lloyds Tsb il risultato è stato positivo, con un utile di 2,4 miliardi. Il saldo è nettamente negativo e quindi espone il Gruppo bancario ad ulteriori perdite anche in questo 2009 o comunque ad una sicura difficoltà operativa. L’analisi del grafico delle quotazioni di LLOYD BANKING evidenzia come sino a sett/ott08 i prezzi si fossero stabilizzati sui 300/320p per poi crollare (una spallata che ha coinvolto tutto il settore bancario a livello internazionale) e che lo ha fatto velocemente precipitare sino a 33p (-90% in soli 4 mesi!!) . Attesa una oscillazione di breve svolta nella fascia 35/65, mentre la resistenza che transita a 125p fornisce il primo livello da superare per riportare positività su tale titolo. Notare come chiusure settimanali inferiori a 30p proietteranno ulteriormente al ribasso i valori. ERSTE BANKNell’eurozona, Germania ed Austria sono i Paesi maggiormente esposti al rischio “default” dell’Est Europa. La preoccupazione sta aumentando in queste ore, viste le cifre (si parla di 1200miliardi di euro) coinvolte. Tra le banche austriache vi sono in prima fila Reiffeisen ed Erste Bank mentre – come già detto – per l’Italia abbiamo Unicredit: da soli questi istituti detengono piu dell’80% del montante crediti coinvolto da tale rischio. Mentre si assiste a questo “domino” finanziario, anche l’URSS, con il crollo del prezzo del petrolio, non riesce più a sostenere il rublo ed a coprire le proprie necessità finanziarie e l’Ucraina (con il crollo del prezzo dell’acciaio) è un altro Paese in grave crisi. Osservando il grafico dei valori azionario dell’austriaca ERSTE BANK si nota come sino a ott08 i prezzi si attestassero sui 40E mentre oggi, a distanza di soli 4 mesi, le quotazioni si attestano sui 7.25E dopo aver raggiunto minimi recentemente a 6.85E (-83% nel periodo ott08/genn09). La prima resistenza settimanale di una certa valenza transita a 18E e mantiene in essere la pressione ribassista per il raggiungimento di obiettivi che si collocano su quote inferiori ai 6.50E. Rimbalzi rialzisti in area 8.10/8.60E rientrano nella norma. A cura di Daniela Turri Analista Tecnico Indipendente www.fib30online.it
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