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EURO.... NEWS

 

21/9/2011

L'euro è la moneta unica per i 17 stati membri attualmente aderenti all'Unione Economica e Monetaria ma ben 10 dei 27 stati membri dell' U.E. non adottano ancora l'euro come valuta ufficiale e due nazioni: Regno Unito e Danimarca (in seguito a referendum) non adottano l'euro grazie ad una speciale deroga al Trattato di Maastricht. L'insieme dei Paesi che la utilizzano è generalmente indicato come Eurozona (oltre 320milioni di abitanti); i Dipartimenti francesi d'oltremare adottano anch'essi l'euro e vi sono Paesi che utilizzano divise legate all'euro. Per aderire all'EURO (1999) i vari Paesi dovevano essere in regola con dei parametri economici e finanziari indicati dal Trattato di Maastricht: agli undici (degli allora 15 stati membri) si aggiunse poi la Grecia che rientrò nei parametri economici richiesti nel 2000.... nonostante la Grecia fosse l'unico Paese che non rispettava NESSUNO dei criteri stabiliti! (… ora tutto ci appare più..”chiaro”...).

Ecco che riusciamo pertanto a comprendere come il rientro nei parametri della Grecia fu... artificioso e le conseguenze (negative) che stiamo vivendo oggi siano iniziate ben 10 anni fa... E' doveroso altresì sottolineare come anche ad Italia e Belgio fu concesso di adottare l'euro nonostante il loro rapporto debito/PIL fosse superiore al 60% (e quindi non in linea con uno dei parametri). Tra pochi mesi l'EURO compirà quindi 10 anni (01/01/2002--01/01/2012) dalla sua entrata in circolazione ufficiale sotto forma di monete e banconote ma nonostante la giovane età possiamo notare come porti con sé affanni ed acciacchi da cui doveva essere esente SE si fosse agito davvero in maniera innanzitutto lungimirante e soprattutto economicamente corretta. Alla BCE (Banca Centrale Europea) era stato assegnato il compito di mantenere la stabilità dei prezzi e di condurre una politica monetaria unica per tutta l’area dell’euro mentre alle varie Banche Centrali Europee rimaneva solo il compito di coniare e distribuire banconote e monete. Pertanto gli interventi cosiddetti di “salvataggio” messi in atto nelle ultime settimane dalla BCE tramite l'acquisto di bond (greci, italiani, spagnoli) per allentare le tensioni sulle obbligazioni di Grecia, Italia e Spagna non rientrerebbero nelle competenze dell'Istituto con sede a Francoforte (anzi sarebbero in diretto contrasto con le Direttive ed i compiti). Secondo i recenti dati dell'agenzia Bloomberg, a fine ago/2011 la Banca Centrale Europea aveva portato a ben 96 miliardi di euro i suoi "investimenti" in titoli governativi europei di Spagna, Italia, Portogallo, Grecia e Irlanda.

          E che dire del Fondo Monetario Internazionale (FMI)? La sua nascita risale agli Accordi di Bretton Woods (1944!). Il Fondo Monetario Internazionale, unitamente alla Banca Internazionale per la Ricostruzione e lo Sviluppo/Banca Mondiale, era parte integrante dell'Accordo con cui praticamente il dollaro statunitense veniva accettato come valuta di riferimento per gli scambi con rapporti di cambio fissi tra valute, tutte agganciate appunto al dollaro, il quale a sua volta era agganciato all'oro (si parla pertanto di gold exchange standard). L'Organizzazione FMI nacque operativamente nel 1946 (attualmente consta di 186 Stati membri) e nonostante la fine degli Accordi di Bretton Woods nel lontano dic/1971 l' FMI continua ad esistere ed è dotato di Fondi che sembrano pero' limitati ed insufficienti ad affrontare la crisi attuale causata dai grandi debiti degli Stati sovrani. Ma ben pochi ancora notano e sottolineano come la crisi attuale non sia solo una crisi finanziaria ma bensi una crisi di fiducia TRA Stati Europei (e l'approccio individualista e particolare della Finlandia nei confronti della Grecia o le titubanze teutoniche ne sono la conferma). L'Europa, a differenza degli USA, detiene gran parte dei propri “bond” e quindi non è sottoposta a pressioni esterne e potrebbe benissimo gestire la situazione in maniera diretta, indipendente e veloce. Il problema vero è la mancanza di fiducia interna all'Europa (e tutto il resto è solo maquillage e fumo negli occhi). Il debito greco è complessivamente gestibile (viste le cifre) ed il debito italiano è quasi totalmente finanziato dal risparmio interno, cioè i nostri debiti ce li paghiamo da noi, ci indebitiamo tra di noi, non siamo debitori verso l'estero, come gli USA per esempio i cui BOND sono in gran parte detenuti da soggetti esteri (istituzionali e non). In pratica tra coloro che siedono al tavolo delle trattative qualcuno dice una cosa e ne fa un altra (e sinceramente, è ridicolo quindi chiamarci Europa Unita).

PS: Una domanda sorge spontanea: come mai dal 1960 (boom economico del mondo occidentale) i Direttori Operativi del FMI sono quasi sempre Statunitensi o Francesi ma si notano:

  • un olandese nel 1973: crisi energetica dovuta all'interruzione del flusso di petrolio attuato dall'OPEC...
  • un tedesco alla guida del Fondo nel 2000: massimo dei mercati Borsistici Internazionali e successivo crollo delle quotazioni (-80% circa...)
  • uno spagnolo nel 2004: nel periodo 2003/2004 il G20 con in testa Cina, India e Brasile chiede la fine dei sussidi all'agricoltura da parte dell'Unione Europea e degli USA; sulla base di tale richiesta a Ginevra nell'ago/2004 viene raggiunto un accordo con cui i Paesi “industrializzati” si impegnano a diminuire i sussidi agricoli ed i Paesi in via di sviluppo diminuiranno le barriere tariffarie ai beni manifatturieri

Sembra quasi che nei momenti critici, destabilizzanti o problematici i “grandi” si chiamino fuori , lasciando ...patata bollente, figuracce e responsabilità storiche ma anche immediate ai piu' "piccoli/meno..pesanti".

E l'Italia, nonostante il suo peso internazionale economico non è mai stata chiamata alla presidenza (neppure nel caso del recente avvicendamento Strauss-Kahn/Lagarde). C'è di che meditare, gente.

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