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Convegno Ambrosetti: "Cordate & C."
6/9/2011 WORKSHOP AMBROSETTI - CERNOBBIO in due puntate (PROLOGO) 05/sett/2011 Ieri a Cernobbio una pioggia fastidiosa ed insistente batteva il lago e la splendida Villa Este; minacciose e basse nubi scure sembravano allinearsi alla grave situazione finanziaria internazionale che anche l'Italia sta affrontando, quasi costretta a svolgere lo stesso percorso impervio che anche altri Paesi, a diverse latitudini e assai diversi tra loro, stanno percorrendo. Sì, questo è il “regalo” dell'economia globale, della finanza globale... Il principio dei “vasi comunicanti”, dei mercati unificati che erano stati pubblicizzati/sbandierati solamente in prospettiva positiva per l'Euro e per i Paesi che aderirono alla nuova moneta all'inizio del nuovo millennio, svelano ora ed ogni giorno di più la parte oscura e negativa, non svelata allora, sull'onda del solito leit-motiv che, vergognosamente, accompagna le scelte finanziarie ed economiche dai mitici anni '90: “too big to fail” e “this time it will be different”... (“troppo grande per fallire” e “questa volta sarà diverso”). La “cordata” dell'Euro fu fatta partire senza adeguate misure di sicurezza ed i problemi attuali confermano l'approssimazione, la supponenza, l'inadeguatezza ma soprattutto l'incoerenza del piano stilato oltre 10 anni fa... Come ben sanno gli alpinisti, il numero di componenti della cordata influenza il modo e la velocità di progressione e le manovre di assicurazione della scalata; e la scelta dei componenti (in base alla loro esperienza, alla forma, alla personalità ed all'affiatamento reciproco) rappresenta una fase importante nella pianificazione del raggiungimento della vetta. Nel caso dell'euro si è fatta una cordata...lunghissima di Paesi con caratteristiche (e passo) completamente diversi tra loro ed il più esperto, quello che generalmente comanda la cordata ed avanza per primo (nel ns. caso potrei individuare la Germania, a detta di tutti gli economisti che imperversano sui media “la Germania è la locomotiva d'Europa”...) decide la progressione della cordata. Già dopo un paio d'anni dall'entrata in vigore dell'Euro, la situazione economica e finanziaria europea era “cambiata”: il crollo dei mercati nel periodo 2000/2003, l'emergere sempre piu' evidente di un Europa a 2 (e forse a 3) velocità, l'esplosione dei debiti pubblici (oramai fuori controllo in alcuni Stati), l'aumento del ricorso all'indebitamento con continue emissioni di Titoli di Stato ed una crescita in costante rallentamento, il disgregarsi di interi settori produttivi (vedasi Distretti) sotto il peso della pressione fiscale, l'aumentata concorrenzialità internazionale, la venuta alla ribalta delle economie di Cina ed India e la dislocazione completamente diversa del processo manifatturiero cambiavano il tessuto economico (e sociale) dell'Europa, ma la nuova moneta non se ne accorgeva, mantenendo ingabbiati in parametri anacronistici economie in nuovo divenire, con nuove necessità e nuovi “approcci” di cui “il sistema” doveva prendere visione e poi tenere conto nel procedere della lunga “cordata” ben sapendo che in alcune situazioni la tecnica della cordata puo' essere assai pericolosa in quanto l'eventuale scivolamento a valle di uno dei componenti lungo un pendio ripido può trascinare a valle anche gli altri. Ecco... semplicemente, stiamo “scivolando a valle”. Ma qui forse, ancora pochi se ne sono accorti. A cura di Daniela Turri (andaniela@hotmail.com)
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