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OLTRE AL DANNO LA BEFFA...

 

3/6/2011

Sono mesi oramai (i primi "problemi" della Grecia si seppero un anno fa...) che sentiamo parlare della Grecia, del suo salvataggio e di riunioni di gruppi vari per "studiare" il sistema per "salvare la Grecia"...   Debbo dire che, davvero, l'uomo ha la memoria corta (a volte...troppo corta). Islanda: vi dice qualche cosa??? O ve la siete gia dimenticati anche voi? Un piccolo territorio sulla cartina geografica della vecchia e grande Europa, Europa i cui confini "finanziari" continuano a modificarsi, mentre sul suo territorio stanno pericolosamente incubando "sommosse sociali" di cui nessuno sembra accorgersi... Solo un mese fa l'Islanda è andata alle urne: "accogliamo o no le richieste avanzate da Gran Bretagna ed Olanda di rendere i soldi ("compensare" sarebbe l'esatto termine...) alle loro  banche ed assicurazioni per provvedere al salvataggio di quelli che avevanno depositato fondi in IceSave?  Risposta degli islandesi: NO. (IceSave: fallita nel 2008 --->  allora lo Stato Islandese si fece garante dei depositi degli istituti sul territorio islandese. Non garantì invece per le banche del paese che operavano all’estero, come Icesave, filiale di Landsbanski - che aveva attirato migliaia di risparmiatori britannici e olandesi  con la promessa di  tassi di interesse fra il 5% e il 6%). Ed è questo il debito che gli elettori islandesi hanno rifiutato di compensare/coprire.  Il litigio sul rimborso islandese dovrà pertanto  essere ora  risolto dall’Associazione europea di libero scambio, un processo che sarà costoso, lungo e complicato.

Il referendum sul rimborso a Gran Bretagna e Paesi Bassi di ben 4 miliardi di euro ed il relativo NO islandese indica che il cittadino non vuole essere garante per manovre speculative portate a compimento da entità finanziarie varie, ed è un atteggiamento che potrebbe venir imitato da paesi indebitati come Grecia e Portogallo – scriveva settimane fa  il quotidiano olandese NRC Handelsblad. Ma... E MENO MALE, dico io!! che i cittadini (almeno quelli Islandesi) hanno ancora un po' di sale in zucca e di sano principio di equità ben chiaro in testa!

Sui forum e giornali islandesi si legge che "...la sensazione è che la politica europea sia a beneficio dei banchieri, non della democrazia sociale che l'Islanda immaginava essere la filosofia della UE - come del resto lo era quando la Comunità Economica Europea (Mercato Comune) è stata costituita nel 1957...". Perchè mai i "piani alti" della struttura economica/monetaria/finanziaria/politica europea consentono che due Paesi europei (uno tra l'altro neppure aderisce all'Euro!!!!) passino a "battere cassa" INDEBITAMENTE in Islanda, per coprire e pagare errate politiche e decisioni di entità terze/imprenditori?

L'Europa  in pratica fa dipendere l' appartenenza alla UE (di Islanda e Grecia...e di tutti gli altri, a seguire...) alla subordinazione ad una "austerità" finanziaria, che "spoglia" il Paese ed impoverisce drammaticamente la  popolazione - per farle pagare soldi che legalmente non è tenuta a pagare, debiti che altri dovrebbero onorare (se vogliono o possono) [e essuno che cerchi di far valere le leggi che pure esistono].

Grecia ed Irlanda hanno ENORMI debiti  e le continue riunioni di  Banca centrale europea (BCE),  Commissione europea e il Fondo monetario internazionale propongono  solo soluzioni di "spogliazione" per pagare debiti assunti indebitamente... Atene e Dublino hanno  chiesto la cancellazione del debito assunto delle banche, in modo che il governo non sia costretto a tagliare la spesa a fronte di un peggioramento della recessione. "La stampa irlandese ha riferito che funzionari dell'Unione europea 'sono andati fuori di testa', quando i negoziatori irlandesi hanno parlato di una più ampia ripartizione degli oneri. La Banca centrale europea ha paura che qualsiasi mossa del genere causi il contagio immediato attraverso i mercati del debito del Sud Europa ", ha scritto un giornalista. <<...Le autorità UE hanno escluso che si riduca il debito rendendo questa una condizione per il finanziamento del paese di € 72bn. Dublino ha per ora solo imposto tagli dell'80 per cento sul debito junior di Banca Anglo irlandese, ma non ha esteso questo taglio al debito senior, considerato sacrosanto ".   Jean-Claude Juncker, primo ministro presidente della zona euro,  ha avvertito che solo se la Grecia accetta di iniziare a vendere ("consolidare il proprio bilancio") l'UE accetta di allungarle le scadenze del prestito per il debito greco e " salvarla "dal default.  Nessuno sembra rendersi conto che se si continua di questo passo si avrà il fallimento di intere economie nazionali... 

Perchè le economie di interi Stati dovrebbero salvare investitori istituzionali (e giocatori d'azzardo) pagandone i debiti vendendo pezzi del proprio territorio (proposta greca) od imprese e aumentando il peso fiscale su chi lavora, tagliare le spese sociali (assistenza sanitaria e sociale) aumentare il prezzo dei servizi pubblici ? PERCHE?

La Grecia non era stata già..."salvata" a mag/giu2010 con aiuti pari ad oltre 120miliardi di euro?  ...e la BCE che qualche giorno fa  ORDINA alla Grecia di privatizzare per spremere 50ml di Euro per il 2015 (il che significa privatizzare porti, telefonica, poste, acqua, fognature....).  E siamo ancora qui a parlare di salvataggio, ma Vi siete chiesti PERCHE? PERCHE' IL POTERE FINANZIARIO DOMINA SU QUELLO POLITICO.

Il DEFAULT è inevitabile, visto l'avvitamento progressivo della situazione, peggiorato dalla deregolamentazione bancaria degli anni scorsi (finanza facile).

I debiti che non si riescono a pagare difficilmente saranno pagati DA ALTRI. Personalmente fossi in Papandreu uscirei dall'Euro e salverei il mio Paese, i miei cittadini, il  mio popolo. La situazione non potrà essere peggiore di quella prospettatami da BCE, FMI & C.  E, soprattutto, avrei le mani LIBERE e non sarei incaprettato da regolamenti per concedermi denari che sostanzialmente ritrasferirei ai veri debitori e per pagare tassi di interesse.

L'introduzione dell'Euro (da me sempre avversata e sempre considerata un gravissimo errore, come i miei clienti piu'..."datati" ben sanno...) ha tolto agli Stati la possibilità di avere una propria politica economica, fiscale e finanziaria studiata ed adattata alle proprie esigenze e situazioni, e li ha resi  dipendenti da banche commerciali ed obbligazionisti, cioè  da "esterni" mossi solo da interessi meramente finanziari (alti tassi di interesse da incassare).   

Per quanto tempo ancora l'Europa ed i suoi cittadini riusciranno a sostenere una situazione del genere è solo un mero esercizio di probabilità, a fronte di una sola certezza: se non stacchiamo la spina subito, con il passare del tempo anche  la situazione peggiorerà e ci troveremo sepolti da una valanga di dimensioni mastodontiche (e piu' è grande la valanga e piu' difficile sarà salvarsi ed uscirne).  

Esemplificativo l'esempio della Danimarca (fa parte della comunità europea ma non aderisce all'Euro) che ha lasciato fallire la  Amagerbanken (una delle prime 10 banche danesi ed una di quelle che aveva superato i famosi - o famigerati - stress test... come altre banche irlandesi e spagnole...) senza fare nessun salvataggio (che sarebbe ricaduto sulle spalle dei cittadini danesi, pensionati inclusi...) per procrastinarne il default, ed i "senior" sono stati chiamati a condividere il peso del fallimento.

C'è di che  meditare............................                 

Daniela Turri

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