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...."IL DESERTO DEI TARTARI"...
14/12/2009 Arroccati nella nostra fortezza valutaria, l'euro, sorvegliamo i limiti di questo nostro strano impero, costruito non su ideali od obiettivi comuni, lingua comune, credo sociale o religioso comune o storia comune ma bensì un impero costruito su un "collante" inesistente, su cio' che meno "unisce" tra di loro i popoli...: il denaro, la moneta... (chi mi conosce da tempo sa che ho sempre ritenuto l'euro un errore ...). Ogni nazione ha regalato la propria libertà, la propria sovranità nazionale, la propria indipendenza decisionale, le proprie finanze ad un non meglio definito "organismo sovranazionale"... Ci siamo volutamente "spogliati" della nostra storia e della nostra cultura, regalando la nostra autonomia ad una entità non definita e - per questo - ancora più subdola... Quanto puo' reggere questa strana "Armata Brancaleone" che avanza (??!) sempre in ordine sparso (pensateci: abbiamo forse una politica estera comune??? od una posizione comune su grandi problemi?? NO! Noi europei non abbiamo una linea, una posizione ...abbiamo rappresentanti del "nulla" piu' assurdo ed inconcludente su ogni tema: due nazioni si, due nazioni no, 5 nazioni forse, 3 si astengono ed il resto..."non pervenuta"...). Ci si potrebbe pure ridere su, se non ci fosse da piangere... Il 7 dic09 l'Agenzia di rating Standard&Poor's aveva sottolineato come le banche greche fossero quelle maggiormente sotto pressione nel lungo termine (esposte soprattutto con i Balcani): le banche greche infatti hanno assorbito circa 40 billioni di euro di crediti a basso tasso dalla BCE cioè circa il 6-7% del totale dei circa 665billioni estesi a tutte le banche dell'eurozona (mentre il peso economico della grecia in EU è del 2.5% circa). L'8dicembre l'agenzia Fitch abbassava il "credit rating" della Grecia portandolo da A- a BBB+ per i preoccupanti livelli raggiunti dall'indebitamento del Paese. Il 9dic09 Standard&Poor's provvedeva anch'essa ad abbassarne il rating... e così lo spread tra i bond greci e quelli di emissione tedesca si allargava sino a 246punti base (anche questa è una contraddizione in termini, visto che i Paesi sono legati tra loro dalla stessa moneta=Euro, dalla stessa politica monetaria e banca centrale=BCE). Della difficile situazione greca si parlerà nella prossima riunione del Consiglio della BCE che si terrà il 17dic09 (secondo voi con che risultati??) ...ed è lecito pensare che toccherà alla Grecia svolgere quindi il ruolo di "cavia" in una situazione che non era stata assolutamente prevista (per non dire categoricamente esclusa) al momento della costituzione e della adesione al nostro caro (in tutti i sensi) Euro. Il totale delle spese statali in Grecia per programmi sociali era circa il 20% del prodotto interno lordo nel 2008, la più alta percentuale in Europa ed una tra quelle che è aumentata maggiormente dal 1997, quando era il 13.9% del PIL. Questa percentuale è più alta di quelle di Italia (17.7% del PIL) e Francia (17.5% del PIL), notoriamente i due Paesi europei più..."spendaccioni"... Molte altre nazioni dell'eurozona stanno fronteggiando difficili situazioni economiche, fiscali e debitorie: Spagna, Irlanda, Portogallo, Italia... tutti osservatori interessati... Tra le opzioni a disposizione della Grecia anche l'uscita dall'Euro: ciò le consentirebbe di stampare la propria moneta, stabilire e seguire una propria politica monetaria, decidere di svalutare la propria nuova moneta greca acquisendo così un vantaggio a livello complessivo ma poi le renderebbe assai difficile - se non impossibile - ottenere fondi (ricordiamoci che la pratica di svalutare la propria moneta rientrava nella norma in molti grandi paesi europei, prima della nascita dell'Euro). Se invece la Grecia deciderà (di sua volontà o meno) di continuare con l'Euro dovrà provvedere a drastici tagli alle spese sociali con relativa impennata della disoccupazione che porterebbero sicuramente a sviluppare pericolose tensioni civili e sociali con una magnitudo di difficile previsione... Oppure??.. Terza opzione: fallire... non pagare i debiti....in "Argentina-style". E su questa prospettiva (che comunque avrebbe riflessi negativi immediati sul resto dei Paesi EU aderenti all'euro ma soprattutto sulle nazioni che presentano le situazioni debitorie più critiche, quali appunto Irlanda, Portogallo, Spagna, Italia e Francia nell'ordine... ) probabilmente la Grecia si giocherà il tutto per tutto, certa che se l'Unione Europea può fare qualche cosa per evitarne il default, lo farà... La sensazione è quella che il nostro euro sia come la fortezza Bastiano: una fortezza che si affaccia sul niente, il "deserto dei Tartari"...e la guarnigione in attesa... "...Se dovesse succedere qualche cosa... è meglio essere in pochi...". Daniela Turri
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