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DUBAI ("Qui audet adipiscitur": chi osa vince: who dares wins)
27/11/2009
Sino a ieri Dubai era conosciuta ai piu' per la posizione geografica (nel Golfo, zona petrolio), per l'ineguagliabile (velocissimo) sviluppo urbanistico futuristico, per l'albergo più lussuoso al mondo (l'unico a 7 stelle) a forma di "vela", per il piu' grande porto del mondo, per la pista da sci (coperta/indoor) che ti permette di fruire del "St.Moritz style" anche se fuori ci sono 40°, per il GP di F1 che avevamo visto solo qualche settimana fa ad Abu Dhabi (capitale degli EAU che si trova li vicino), per i 50lt di benzina che paghi circa 15euro, per la capacità di calamitare "wealthy people" (quelli con la grana, per intenderci...) da ogni parte del globo e senza distinzioni di etnia, religione, colore e (soprattutto) moneta (rubli, dollari di varia provenienza geografica, sterline, euri, rupie, wan...). E per i più disattenti, sottolineo come Abu Dhabi (capitale degli UAE) detenga il più ricco fondo sovrano al mondo (di quelli che durante il crollo dei mercati azionari del 2008/inizio 2009 hanno effettuato acquisizioni ed iniettato capitali nelle asfittiche casse di società del settore finanziario, bancario, assicurativo e non solo ...). Inoltre Dubai, a differenza della vicina Arabia Saudita e degli altri emirati, non ha riserve di petrolio nè gas: giustificata pertanto la "spinta" degli ultimi anni a fare di questa città-stato uno strategico centro finanziario ed immobiliare... Avevo letto da qualche parte, tempo fa, che le gru a Dubai erano circa 1/5 di quelle in azione nel mondo (!) mentre un intero esercito di centinaia di migliaia di indiani e pachistani (soprattutto) fornisce le "braccia" per innalzare grattacieli e torri, per far nascere isole dal mare, per costruire ponti, autostrade, metropolitane... Emiri quasi come novelli faraoni dediti ad innalzare piramidi e templi usando una forza lavoro immensa, totalmente non indigena ... Ma sono sicura che già dalla mattinata di oggi tutti saranno molto più informati su questo Emirato (uno dei 7 che formano la confederazione degli Emirati Arabi Uniti o UAE) vista la richiesta fatta dalla Dubai World, società a controllo statale impegnata nella realizzazione della famosa isola a forma di "mondo" (vedi foto...) che già su progetto, nel 2006, andava a ruba a prezzi da capogiro (basti pensare che Rod Stewart si era comperato l'Inghilterra per 30mln di US$ e ricordo anche di trattative di Schumacher e Michael Jackson...ma non ho possibilità di scorrere la lista degli acquirenti...) dicevo...la richiesta della Dubai World (e della sua società Nakheel) di "ristrutturazione del proprio debito" (in pratica: richiesta di posticipare il pagamento di quanto in scadenza, a partire dal dic09). Debito "limitato" a circa 9billioni di US$ da pagare a partire dal 14/dic e nei prossimi 4 mesi, ma sembra che in totale Dubai abbia accumulato debiti pari a circa 80billioni di US$ dovuti soprattutto ad operazioni di espansione nel settore bancario, immobiliare e dei trasporti... Il 09.09.09 (fissati con le date come i cinesi, olimpici dello 08.08.08) era stata inaugurata la metropolitana automatizzata più estesa, lunga 70km, sopraelevata e costruita in soli 3 anni; ed in questi giorni doveva anche essere inaugurato il grattacielo più alto del mondo (800mt). La crisi economica mondiale recente aveva già apportato un drastico ridimensionamento al valore degli immobili a Dubai (coinvolti in una bolla speculativa nel periodo 2006/2007) riportandola a valori più consoni scompigliandone però l'equilibrio finanziario. La preoccupazione sta nel fatto che, praticamente, questa richiesta di posticipare il pagamento dei prossimi debiti in scadenza ha fatto balzare Dubai al 6° posto nella lista dei Paesi a rischio di insolvenza (ricordate l'Islanda??: ieri i CDF, strumenti finanziari che aumentano di valore con l'aumentare della percezione del rischio insolvenza sono saliti da 116basis points a 435bp, quindi addirittura su livelli superiori a quelli che aveva l'Islanda nell'autunno dello scorso anno). Le società di rating Moody's e Standard&Poor, ben note per la loro lungimiranza (sono ironica, per chi non lo avesse capito...) hanno immediatamente (26nov09) abbassato il rating di varie società coinvolte nelle varie operazioni (alcune emissioni sono state declassate a junk) ed addirittura S&P ha emesso una dichiarazione in cui indica come "la ristrutturazione del debito possa essere considerata una inadempienza secondo i ns criteri di valutazione" (The debt "restructuring may be considered a default under our default criteria" - Bloomberg) Mi ricorda tanto la tripla A che sino ad un gg prima del fallimento tali agenzie di rating assegnavano a Lehman B. (che accidenti valutano queste agenzie internazionali se si accorgono che i buoi sono scappati solo quando trovano la stalla vuota???? non è che per caso forniscono ai ladri la chiave per aprire i lucchetti ?? e stiamo ancora ad ascoltarli?) . E' doveroso sottolineare come siano moltissime le banche esposte sul fronte Dubai, a partire da quelle britanniche (Royal Bank of Scotland e Barclays) e tedesche... non a caso il settore bancario è stato quello maggiormente colpito dalle vendite ieri. Come vedete, "tutto il mondo è Paese"...ed è curioso notare come negli ultimi anni siano stati i Paesi dalle superfici territoriali limitate (Islanda, forse Dubai...) ad originare parte dei devastanti tsunami finanziari che colpiscono le economie di tutto il mondo... Ah...dimenticavo... vi chiederete come mai quel : "Qui audet adipiscitur" (mi scuso per eventuali errori...) altrimenti noto come "Who dares wins"... E' stato il motto di nove unità d'elites da combattimento, le cosiddette forze speciali. La prima ad usare tale motto fu la SAS Special Air Service britannica, poi la ben nota Rhodesian Special Air Service, i francesi del 3° e 4° squadrone della SAS (paracadutisti) ed altri (australiani, belgi, greci, israeliani, neo-zelandesi...) L'ho trovato un motto assai appropriato per le vicissitudini finanziarie ed economiche che ogni nazione ma soprattutto ognuno di noi si trova ad affrontare, a vivere ed a "combattere" di questi tempi... Vi sono unità di elites (finanziaria) che operano dietro le quinte, quasi invisibili a questa maggioranza fin troppo silenziosa: contribuenti ignari di essere proprietari di grandi banche e finanziarie, visto che le hanno salvate con i loro soldi...e che ancora corrono a sottoscrivere qualsiasi documento senza leggerlo e si stupiscono di mercati che cedono un -3% in un solo giorno, mentre sorridono contenti e soddisfatti davanti a dei +3% +3% +5% che si susseguono ininterrotti... Nessun cuore resiste sotto sforzo prolungato ed estremo... lo devi lasciar riprendere fiato..e ritmo. Ricordando ogni giorno che la ns mente, il ns cervello, la ns capacità critica e di valutazione sono gli elementi che ci permettono di essere indipendenti e di affrontare quindi consapevolmente ogni scelta. Ad occhi aperti. Daniela Turri
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